Premessa.

Il Teatro è il luogo di incontro dove chiunque può sperimentare la possibilità di confrontarsi direttamente non solo con l’altro ma soprattutto con se stesso. È un luogo “fisico” e non “geografico”, con questo intendo dire che l’unico elemento dal quale non si può prescindere perché la magia del teatro abbia vita è l’Attore. Si può infatti fare teatro senza “teatro” (inteso come edificio), senza palcoscenico, senza scenografia, senza costumi, senza luci, senza musica e senza regista ma non si può fare teatro senza Interprete. Ecco perché il “fisico” o per meglio dire il “corpo” dell’Attore è  il luogo dove la magia ha inizio.

Intenti.

Lo scopo è quello di valorizzare e incrementare progressivamente le abilità espressive di ciascuno, consentendo a tutti di allenarsi all'uso della creatività e del pensiero divergente, di coltivare l'ascolto di se stessi e degli altri, per facilitare lo sviluppo di una relazione positiva, di strategie e tecniche che sottendono ai processi di comunicazione con una particolare attenzione all'uso del proprio corpo.

Obiettivi e finalità.

Sviluppare senso critico rispetto al concetto “tradizionale” di Teatro.
Diffondere cultura “nuova” attraverso un linguaggio “antico”.
Fornire  conoscenza tecnica.
Sviluppare capacità cognitive, creative ed espressive.
Sviluppare capacità relazionale nell’interazione con i compagni.
Potenziare le capacità di lavorare in gruppo mantenendo un ruolo specifico.
Realizzare un vero e proprio percorso teatrale e superare così la sporadicità di esperienze estemporanee legate soltanto all'allestimento di spettacoli di fine corsi.

Opportunità.

“Bruner sostiene che nell'ambito dell'educazione tendiamo a ricompensare solo le risposte «giuste» e a penalizzare quelle «sbagliate». Questo rende i bambini (ma in realtà anche alcuni adulti) riluttanti ad azzardare soluzioni nuove o originali nella risoluzione di un problema, dato che le probabilità di sbagliare in questo caso diventano inevitabilmente maggiori. In altre parole essi non vogliono correre rischi. Tuttavia il salto immaginativo, la produzione di una risposta diversa da quella convenzionale, la prontezza ad assumersi quelli che potrebbero essere chiamati i rischi conoscitivi sono inscindibili dallo sforzo creativo”.

L’opportunità quindi per ognuno potrebbe essere quello di poter sperimentare, in un ambiente sicuro, la capacità di produrre una gamma di possibili soluzioni per un dato problema. È facile rendersi conto che una simile capacità non solo è incoraggiata ma addirittura richiesta per la realizzazione dell’atto creativo.

 

 

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